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Migliorare i comportamenti dei passeggeri del trasporto pubblico con la nudge theory

Nell’interessante articolo The Amazing Psychology of Japanese Train Stations si parla delle tecniche adottate dalla West Japan Railways per limitare i comportamenti scorretti dei passeggeri e per diminuire i suicidi utilizzando la nudge theory di Richard Thaler.

La famosa campagna che trasformava le scale in pianoforte.

Con 13 miliardi di viaggi all’anno il sistema ferroviario giapponese è famoso sia per la puntualità dei suoi treni, sia per l’affollamento e la frenesia delle sue stazioni. Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, non sempre la puntualità del trasporto pubblico dipende solamente dalle infrastrutture, i mezzi o la pianificazione. Molto spesso infatti il comportamento dei passeggeri e degli altri attori della mobilità urbana influenzano l’efficienza del trasporto pubblico in maniera molto rilevante e forse troppo poco conosciuta.

L’approccio comportamentalista della nudge theory afferma che con dei “rinforzi” o letteralmente “colpetti”, “gomitate”, “spintarelle”, è possibile condizionare i comportamenti degli esseri umani in maniera subliminale. Gli esempi sono molti e vanno dagli adesivi sul pavimento che aumentato la capacità delle stazioni più affollate, ai pulsanti con su scritto “compra ora” che troviamo sui post dei nostri social network preferiti. Si, diciamo che in alcuni contesti il limite tra la pubblicità e la psicologia comportamentale è molto labile, ma tornando a parlare delle soluzioni nudge adottate in Giappone, la cosa che ho trovato più interessante è il loro approccio umanistico piuttosto che manipolatorio teso a migliorare lo stato d’animo dei passeggeri e non a correggerne il comportamento.

Trovo quindi geniale la sostituzione dell’avviso di partenza dei treni, l’angosciante sirena che tutti conosciamo, con una piacevole melodia che fa da colonna sonora ai secondi precedenti la partenza dei mezzi. Questi brevi jingle sono stati composti appositamente per mitigare il senso di urgenza dei passeggeri che si approssimano a un treno in partenza e che spesso, accalcandosi o addirittura lanciandosi sulle porte di entrata, causano ritardi e guasti ai mezzi. Un altro utile effetto delle melodie è stato inoltre quello di dare una tempististica standard per la partenza del treno consentendo agli utenti che sentono le note finali della musica di effettuare il loro percorso con calma.

Di seguito un video che aggrega tutti i jingle dal classico sapore manga che sicuremante qui da noi non sarebbero molto apprezzati.

Altra strategia apparentemente banale è quella dedicata al contenimento dei suicidi tramite l’installazione di lampade a led di colore blu agli estremi delle banchine dei treni. Secondo alcuni studi infatti il colore blu ha un effetto calmante, ed anche se per molti di noi questa può rappresentare poco più di una nozione di nuro-marketing, nella nazione con il più alto tasso di suicidi dei paesi sviluppati ha avuto effetti miracolosi. Nelle stazioni dotate delle lampade blu in Giappone hanno inatti misurato una diminuzione del tasso dei suicidi dell’84%.

Concludendo e contestualizzando, credo che la nudge theory nel nostro paese possa essere utilizzata proficuamente trovando però il modo di adattarla alle caratteristiche culturali nazionali che sono molto diverse da quelle giapponesi. Avere però la coscienza che per aumentare l’efficienza delle nostre infrastrutture e dei nostri servizi in alcuni casi potrebbe bastare qualche adesivo o avviso sonoro, rende le nostre sfide professionali più facili da affrontare.

I 10 principi per la mobilità condivisa e la vivibilità delle città

Durante i miei approfondimenti sul tema della mobilità condivisa ho trovato questi dieci principi che ho deciso di tradurre perché trovo si tratti di una sintesi interessante e un fonte di ispirazione per tutti coloro i quali lavorano nel settore del trasporto e dell’urbanistica.

Sul sito Shared Mobility Principles potete trovare gli originali.

  1. Pianifichiamo insieme le nostre città e la loro mobilità. Il modo in cui le città sono costruite determina il bisogno di mobilità e come questo può essere soddisfatto. La regolamentazione del design urbano e degli spazi pubblici, delle aree edificabili, dei parcheggi e delle altre attività sul territorio dovrebbe spingere verso città compatte, accessibili, vivibili e sostenibili.
  2. Diamo priorità alle persone e non ai veicoli. La mobilità delle persone e non dei veicoli dovrebbe essere il centro della pianificazione del trasporto e delle decisioni importanti. Le città dovrebbero dare priorità ai pedoni, ai ciclisti, al trasporto pubblico e ad altre forme di mobilità condivisa con tutte le loro possibili interconnessioni. Le città dovrebbero scoraggiare l’uso dell’auto, dei taxi con un solo passeggero e di altri veicoli di grandi dimensioni che trasportano una sola persona.
  3. Supportiamo l’uso condiviso ed efficiente dei veicoli, delle corsie e del territorio. La pianificazione del trasporto e dell’uso della territorio dovrebbero minimizzare lo spazio dedicato a strade e parcheggi pro-capite e massimizzare l’utilizzo di tutti i veicoli in circolazione. Scoraggiamo la costruzione di mezzi e infrastrutture complesse e di grandi dimensioni oltre che l’eccesso di parcheggi.
  4. Coinvogliamo gli stakeholder. Con la transizione dai veicoli condivisi a quelli a zero emissioni e poi a quelli autonomi, residenti, lavoratori, attività commerciali e tutti gli altri stakeholder potrebbero avere degli impatti diretti sulle loro vite, sui loro investimenti e sul loro sostentamento. Dobbiamo impegnarci per coinvolgerli e supportarli durante questo cambiamento.
  5. Promuoviamo l’equità. L’accesso fisico, economico e digitale alla mobilità condivisa è un bene comune e va progettato con cura per assicurarne l’utilizzo da parte di cittadini di qualsiasi età, genere, reddito e abilità.
  6. Guidiamo la transizione verso le emissioni zero e l’energia rinnovabile. Il trasporto pubblico e le flotte di veicoli destinati all’utilizzo condiviso accelereranno il passaggio ai mezzi a zero emissioni. I veicoli elettrici dovrebbero usare energia rinnovabile per raccogliere i benefici maggiori per il clima e la qualità dell’aria.
  7. Promuoviamo una tariffazione corretta per tutte le modalità di trasporto. Ogni veicolo e modalità di trasporto dovrebbe pagare una tariffa corretta per l’utilizzo dello spazio in strada, l’inquinamento e il traffico che provoca. Una suddivisione corretta degli introiti potrebbe gestire i costi operativi, sociali e la manutenzione.
  8. Puntiamo al benessere pubblico tramite gli open data. L’infrastruttura dei dati della mobilità condivisa deve consentire l’interoperabilità, la compmetizione e l’innovazione proteggendo contemporaneamente la sicurezza e la privacy della rete wireless.
  9. Lavoriamo per l’integrazione e i livelli di servizio. Tutti i servizi di mobilità dovrebbero essere integrati e accuratamente pianificati tra opratori, località e modalità. Viaggi senza interruzioni dovrebbero essere resi possibili tramite connessioni fisiche, pagamenti interoperabili e informazioni integrate. Ogni opportunità di migliorare la connessione a reti wireless di persone e veicoli deve essere colta.
  10. Siamo convinti che i veicoli autonomi in aree densamente urbanizzate dovrebbero essere gestiti solamente da flotte condivise. A causa del potenziale trasformativo dei veicoli autonomi è necessario che questi facciano parte di flotte condivise, ben regolate e a zero emissioni. Le flotte condivise sono accessibili da chiunque, massimizzano i benefici sulla sicurezza e le emmissioni, e assicurano inoltre che la manutenzione e gli aggiornamenti software siano fatti da professionisti. Le flotte esaudiscono così la promessa di ridurre i veicoli, i parcheggi e il traffico coerentemente con i trend di riduzione delle auto nelle aree densamente urbanizzate.

I principi sono stati sono stati condivisi per la prima volta all’Ecomobility Festival di Kaohsiung (Taiwan).