Cos’è un prodotto digitale?

Negli ultimi 16 anni ho seguito decine di prodotti digitali dalla loro ideazione fino al rilascio e al successivo miglioramento. Ho fatto tanta esperienza sia nella grande azienda in cui lavoro ancora oggi, sia come consulente e organizzatore di eventi.

Ho davvero tante cose da raccontare e molta voglia di farmi conoscere, il 2023 sarà quindi l’anno in cui descriverò il mio lavoro di responsabile del prodotto digitale in maniera un po’ diversa rispetto ai tanti articoli e ai corsi disponibili sul web su come diventare un Digital Product Manager. Io infatti mi vedo più come un muratore digitale e per questo vi parlerò dei mattoni, delle fondamenta e dei principi per creare un buon prodotto digitale per qualsiasi genere di necessità. Tutti i progetti che ho seguito come app, siti, o gestionali interni, hanno sempre avuto l’obiettivo di comunicare, vendere o erogare servizi coprendo le esigenze di qualsiasi genere di azienda.

Col tempo ho elaborato un approccio basato sulla la mia formazione umanistica e la mia laurea in Filosofia. Ho scelto il ruolo di Digital Product Manager perché mette insieme una visione globale e strategica, l’attenzione al dettaglio, la necessità di semplificare concetti complessi comunicandoli efficacemente con infine l’obbligo di imparare continuamente cose nuove.
Fatta questa premessa iniziamo dalle basi:

cos’è un prodotto digitale?

Per me un prodotto digitale è qualcosa che riceve degli input restituisce degli output e ne tiene una memoria. Un prodotto digitale ha motivo di esistere solo se crea del valore quando è usato dalle persone per cui è stato sviluppato.

Immagine stilizzata di uno smartphone da cui escono tanti punti colorati. Immagine creata con l'intelligenza artificale di Dall-E.

Vi faccio degli esempi:
Un sito statico è un prodotto digitale che trasforma i file di codice salvati su un server in qualcosa che Chrome o Safari mostrano sotto forma di una pagina web. Ma un sito è anche un contenuto che ha l’obiettivo di presentare un prodotto o raccogliere dei dati.
Un’app è un prodotto digitale che costituisce un’ambiente molto efficiente in cui le funzioni sono generalmente personalizzate in base ai dati inseriti dagli utenti.
Un gestionale per la comunicazione delle interruzioni del traffico stradale è un prodotto digitale che raccoglie diverse tipologie i contenuti per organizzarli, categorizzarli e smistarli in maniera efficiente su altri canali di comunicazione.
– Una console portatile come la PlayDate è un prodotto digitale che fa interagire un display, dei pulsanti e una manovella (una manovella!) con dei videogiochi. Questo prodotto ha anche un sistema per la distribuzione di nuovi titoli e una piattaforma dedicata agli sviluppatori per la creazione di nuovi giochi.
– Un semplice modulo per la raccolta di dati o prenotazioni su Google Form è già di per sé un prodotto digitale che va progettato e gestito con la stessa serietà di qualsiasi altro prodotto più complesso.

Il livello complessità non modifica il mio approccio progettuale perché i prodotti digitali sono delle “cose” che servono per fare altre “cose” che migliorano o creano “qualcos’altro”. Ripercorrendo i miei esempi quindi, un sito statico crea la conoscenza di un prodotto/servizio in vendita; un’app crea uno strumento ricco di funzionalità personalizzate; un gestionale delle interruzioni del traffico migliora la fruizione dei servizi di mobilità; un modulo di raccolta dati crea una lista di clienti su cui poter costruire attività commerciali.

Immagine stilizzata di un chip da cui escono tante linee colorate colorate. Immagine creata con l'intelligenza artificale di Dall-E.

Anche i servizi più conosciuti possono essere descritti in maniera semplice. Google Search per esempio ha migliorato l’esperienza di ricerca delle informazioni. YouTube ha consentito a chiunque di avere un proprio canale video. Amazon ha reso gli acquisti per corrispondenza efficientissimi. Facebook ha elevato a potenza le chiacchiere tra amici. Airbnb ha semplificato l’affitto delle seconde case agli sconosciuti. La Realtà Virtuale sta creando dei mondi di fantasia che prima potevano essere solo descritti nelle fiabe o disegnati dagli artisti.

Queste descrizioni non sono errate, ma il lavoro del responsabile di prodotto digitale e di un product manager è quello di avere coscienza che dietro un servizio apparentemente banale, c’è sempre un’insieme di processi, interfacce e costi che riguardano lo sviluppo, la manutenzione, e la gestione dei dati.

Progettare un prodotto digitale senza avere contezza della relazione causa/effetto tra un requisito, un obiettivo di fatturato o una scadenza, porta irrimediabilmente all’aumento dei costi, a ritardi, alla scarsa qualità del prodotto o al fallimento dell’intero progetto. Ogni funzione ha dietro di sé tante professionalità oltre che diversi cicli di progettazione, sviluppo e test che devono essere sempre considerati in tutte le fasi di vita dei prodotti digitali.

Faccio un ultimo esempio: un’app dotata di geolocalizzazione non deve solamente attivare la funzionalità sulla mappa, ma deve anche essere conforme alla normative sulla protezione dei dati personali, deve controllare i consumi della batteria, deve consentire la disattivazione della localizzazione e non deve causare malfunzionamenti all’applicativo quando la localizzazione è inattiva. Chiaro?

Tutto questo per dire che i prodotti digitali devono essere gestiti con coscienza, conoscenza e concretezza, senza retorica o parolone da venditori di fumo.

Se ti è piaciuto il mio articolo e vuoi fare una chiacchierata, visita la pagine Consulenza e Digital Product Manager as a Service.

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